|
Pagina 1 di 6 Mi sembra inevitabile dare al mio Turista un sia pur breve cenno delle vicende di questa cittadina. Ma prima di parlare della mia città mi sembra utile accennare brevemente alla nascita medioevale di tutte le Comunità della Valle, eccezion fatta per Atina. Cantata da Virgilio la sua potenza Volsca contro Enea; narrata da Tito Livio la sua resistenza Sannita alle legioni romane; illustrato dai vari Planco, Plancio, Petreo, Saturnino il suo ruolo di Prefettura romana; consacrata da una lunga serie di Vescovi, dai primordi del Cristianesimo fino al sec. XII, la sua funzione di sede della Chiesa locale, Atina nella Valle di Comino rappresenta storicamente la bandiera della sostanziale continuità dello spirito combattivo valligiano. Ora, dopo il buio degli anni intorno al Mille, la volontà di vivere va rinascendo e in Atina e nelle nuove Comunità: tuttavia la loro non era proprio una vita da liberi… Eppure Atina, molto prima di tutte le altre Comunità, riesce ad ottenere nel 1195 la "Charta libertatis", proprio da quel Roffredo, Abate di Montecassino, autore della distruzione della nostra Civitas Sancti Urbani. Il ducato d'Alvito e il suo Statuto lo avrà solo nel 1536! Se né dei 14 Comuni della XIV Comunità Montana, né di Campoli Appennino, è reperibile nei documenti cassinesi una sia pur approssimata data di nascita, i motivi non mancano e sono della massima ovvietà. Quale città infatti o, molto più difficilmente, quale piccolo paese, può vantare una sicura data di nascita? A parte il mitologico solco di Romolo e Remo e di simili eroi e semidei; se escludiamo alcune delle colonie dedotte dai Greci e dai Romani in località disabitate; se non vogliamo prendere ad esempio, Brasilia e simili, o Latina, Sabaudia e tutti i centri della bonifica pontina; se infine vogliamo indagare a fondo sulla stragrande maggioranza delle aggregazioni umane, notiamo che queste avanzano lentamente e senza alcun progetto, spesso favorite da invasioni e devastazioni, come quelle apportate nella Valle in decine e decine di anni dai Saraceni, che sicuramente portarono la nascita di una comunità che poi sarà chiamata S. Biagio Saracinisco e forse anche di Picinisco; o della fine stessa di quel grave flagello (Battaglia del Garigliano - 815), dopo la quale la maggior parte dei nostri Comuni nacque a vita autonoma.
|